Passeggiando per Puligny-Montrachet si ha quasi la sensazione che il tempo abbia rallentato. Il paese per un visitatore distratto - o astemio - potrebbe apparire monotono, a tratti noioso: appena 400 abitanti, una chiesa romanica, un susseguirsi di case in pietra gialla, una statua di Maria Vergine, anch’essa in pietra gialla; nulla che a primo sguardo lasci immaginare di trovarsi davanti a uno dei luoghi più importanti della storia del vino. Non esistono grandi monumenti né attrazioni turistiche spettacolari. Tutto ruota attorno alla vite. Le cantine storiche si alternano alle abitazioni dei vigneron, mentre appena oltre il paese iniziano filari che vengono coltivati e tramandati da generazioni.
Per un appassionato, invece, Puligny rappresenta una sorta di stazione d'arrivo. È uno di quei nomi che ogni amante del vino desidera leggere su un’etichetta.
Il paese si trova nel cuore della Côte de Beaune, nel dipartimento della Côte-d'Or, tra Meursault e Chassagne-Montrachet. Una posizione apparentemente ordinaria, ma geologicamente irripetibile. La collina alle spalle del paese presenta un mosaico di suoli calcarei, marne e affioramenti rocciosi che, insieme all'esposizione ideale e al clima continentale della Borgogna, creano un terroir unico al mondo. È proprio qui che lo Chardonnay raggiunge probabilmente la sua espressione più pura.